La passione è più forte della paura del Covid. Tanti appassionati si sono riuniti al Meeting Nazionale di Moto Inglesi per la 39esima volta a Santa Marinella, sul mar Tirreno a nord della Capitale, sotto l’ egida del Heart’s Owners Motorcycle Club
Testo di Mauro Di Giovanni – Foto di Claudio Latini e Marco Tempio
Anche per il Meeting Nazionale di Moto Inglesi si pensava a un flop, un evento monco, azzoppato (come molti) dal Coronavirus. Un clima psicologico di paura e di terrore, quando non per qualcuno addirittura ai limiti della paranoia, con il quale siamo costretti a convivere dai primi giorni di marzo.
Pur conservando tutte le cautele previste dal distanziamento, pochi abbracci, niente baci e strette di mano quasi abolite, la forza di una passione tra le più tenaci e radicate del motociclismo, ha dato vita a un evento che non è esagerato definire memorabile.
La tre gironi del Meeting Nazionale di Moto Inglesi
In tre giorni, nel weekend centrale di settembre, con le massime istituzioni di Santa Marinella, dal sindaco Pietro Tidei a Maura Chegia, delegata a premiare i presenti, quasi un centinaio di motociclette classiche si sono riversate sul litorale che si affaccia sul bel Tirreno blu.
Secondo una tradizione che ha ripreso vita dopo la fine degli Anni 90, quando le municipalità erano coinvolte con il patrocinio diretto, nell’organizzazione degli eventi (Bracciano prima, poi Caprarola e Capodimonte), abbiamo assistito a una sarabanda di ruggiti a uno, due e tre cilindri.
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